sabato 5 luglio 2014

PEDONALIZZARE LA CITTA' DI PRATO


Alcuni cittadini del Canto delle Tre Gore a Prato hanno bloccato il centro per protesta contro il traffico e lo spaccio di droga.

Mi rivolgo agli amministratori: abbiate il coraggio di pedonalizzare il centro!

E' un modo per togliere il degrado, la sporcizia e forse anche disincentivare il traffico di droga in quella zona.

Per non parlare di Piazza Mercatale o Piazza S. Marco, piazze praticamente invivibili: la prima parcheggio; la seconda serve solo a far circolare il traffico!

Non bastano gli spettacoli alla Passerella, non è bastato il Centro Arti Visive (ma che fine hanno fatto? E i soldi?); non bastano altri luoghi di incontro... 

Abbiate il coraggio di dare un cambio vero alla città.

PEDONALIZZATELA. 

venerdì 4 luglio 2014

Sciur padrun


ESSELUNGA ha aperto un supermercatone, uno 'store', a Prato con la benedizione delle autorità.
Per quanto mi riguarda, come accade per la COOP di Parco Prato, non ci andrò.

Motivi essenzialmente ideologici, ma anche fisici, non riesco a sopportare il sistema del mega-supermercato, non riesco proprio a starci dentro.

Continuo a frequentare le botteghe della zona dove vivo o i piccoli supermercati.

Sì sì, ridete.

E' vero, nelle botteghe si spende di più rispetto al singolo prodotto; tuttavia il risparmio viene annullato dal fatto che nei supermercati si comprano spessissimo oggetti e alimenti che non servono!

Perché i giovani non sono incentivati ad aprire piccole botteghe?

Questi centri commerciali a CHI e COME servono?

Perché poi tutti quei politici in carrellata davanti al 'sciur padrun', come vedemmo nelle foto dei giornali, quando c'è una nuova mega apertura?

La politica si piega sempre di più al capitale! Citando  Pasolini: Capit-Tale o Ca' Pitale, Storia di Capi ma anche di Servi...Fra qualche anno saranno questi patrun insieme alle banche che decideranno chi è il sindaco o altre cariche.

Ma è già così!

giovedì 3 luglio 2014

"Alla ricerca dei poeti perduti. Inchiesta sulla poesia", il debutto


Grazie a tutti coloro che sono venuti a vedermi, a sostenermi, ieri sera, al debutto dello spettacolo sulla poesia. E grazie anche a chi mi ha fatto queste foto e le riprese.

Al solito trascrivo i commenti del Libro del Gradimento, alcuni dei quali non firmati.


Era presente anche una rappresentante del Museo Giuseppe Giusti di Monsummano (museo voluto da Pertini...). Il Giusti è uno dei poeti che più amo e che ho recitato, anche fuori da questo spettacolo. A scuola, con i ragazzi, sempre, è un 'must', e anche ai laboratori di teatro.
Presenti anche due dei poeti che ho citato nella seconda parte e che sono stati oggetto della mia ricerca finora, la poetessa Margherita Santi di Migliana e Roberto Boretti da Prato. L'aglianese Fenenna Caramelli, la Dickinson della Piana, era assente, data l'età, ma era informata di tutto.
Dopo lo spettacolo ho conosciuto altri due poeti, uno dei quali mi ha tallonato fino quasi a casa, affinché la prossima volta legga le sue poesie.


"Complimenti"   (Sandra Botticelli)

"Uno spettacolo bellissimo"

"Bello, emozionante"

"Tutto diventa bello quando l'artista è brava. Complimenti" (Margherita)

"Una serata bellissima all'insegna della bella poesia. Grazie per il tuo coraggio" (Barbacci)

"Sono molto soddisfatto" (Enrico Brunetti).

"Una voce strabiliante. Una grande interprete".

"Ecco quello che ci vuole, non dico altro".

"Non so se mi è piaciuto più la prima o la seconda parte, e anche le canzoni".

"Un volo notturno di grande interesse da un interprete speciale" (Roberto).

"Invece di stare a casa a sentire i trionfi di Renzi, ho preferito venire qui, e ho fatto bene, porca miseria sì! (Roberto T.).


Altri commenti, pervenuti tramite posta elettronica o messaggi sms:

"Spettacolo straordinario iersera! Tanti complimenti! Continua così, Maila, si respira qualità"  Sylva e Gianluca

"Volevo dirti che ieri sono stata benissimo, felice. Grazie." Elisabetta

"Sei stata grandissima ieri sera, spero che tu possa riproporlo al più
presto". Manuela




A questo indirizzo alcuni minuti dello spettacolo:

Movida

La 'movida' nasce a Madrid, dopo la caduta della dittatura di Francisco Franco. I giovani si incontravano sulle strade di notte a festeggiare la ritrovata libertà. Molti erano artisti.

Oggi, incluso in Spagna, il contesto e il significato della 'movida' è completamente cambiato, è diventato soprattutto sballo bevitorio e musica 'sparata' e quindi ha implicazioni di interesse commerciale.
Assolutamente lontanissimo da implicazioni ' artistiche' o politiche. Anzi la movida è assolutamente 'conforme' e piuttosto reazionaria.

Oggi la 'movida' costituisce una violenza per molti cittadini che devono sopportare rumore, maleducazione, sporcizia, problemi a cui le amministrazioni, in tutta Italia, non sanno, ma soprattutto non vogliono dare risposta.

Anche diverse parrocchie praticano la 'movida', nonostante qualche rappresentante della Chiesa tuoni contro. Una movida speciale, certo fatto di feste danzanti e varie, ma in alcune vi si praticano fino a notte inoltrata.

Tutti uniti nella tolleranza per far cassa e in modo che gli esercenti vendano.
Bene, ma senza regole non si può.

In realtà oggi la movida, così come si presenta e si offre, è causa di degrado, anche mentale, in tutta Europa.

Ben altro è animare la città con regole precise e rispetto, il che è auspicabile.

A Prato finora le amministrazioni hanno sostenuto e incoraggiato questo degrado. La presente amministrazione sembra andare nella stessa direzione: far vivere il centro nel caos notturno.

Esiste un gruppo antimovida, "Ma noi quando si dorme?", http://manoiquandosidorme.com/, che si sta organizzando per contrastare l'inciviltà in tutta Italia.



mercoledì 2 luglio 2014

Alla ricerca dei poeti perduti. Inchiesta sulla poesia



Oggi, mercoledì 2 luglio 2014, alle ore 21,30, nella Corte delle Sculture della Biblioteca Lazzerini di Prato, presenterò uno spettacolo insolito:  una inchiesta sulla poesia.

E' anche un primo tassello di una ricerca sul territorio,  che spero di condurre e portare altrove.

Canterò con la chitarra anche due poesie-canzoni: una mia, dedicata a Prato, e una poesia di Trilussa che ho musicato.


(La locandina mostra Federigo Garcia Lorca da giovane. Il mio teatro ha lo stesso nome, italianizzato, del teatro che il poeta dirigeva, "La Barraca", e a questo si ispira).

martedì 1 luglio 2014

Ma il portavoce del Sindaco è necessario?

In questi tempi di bilanci magri... (in alcuni casi ridicolmente approvati da chi un tempo li aveva bocciati eccetera) è davvero necessaria questa figura che arriva a pesare sulle nostre tasche in modo pesante?

Perché ricordiamoci tutti che il Comune è NOSTRO, così come la Provincia eccetera.

In questi anni questo concetto non è stato chiaro, e quindi sono i NOSTRI soldi che noi mettiamo ed è giusto discuterne.

A cosa serve un portavoce?

(Oh...che domanda sacrilega! Oh, che domanda retorica! Ma... come ti permetti!?).

Serve a 'portare la voce' del sindaco, in questo caso. E' una figura specifica che ha il compito di illustrare alla città l'operato della macchina amministrativa.

In realtà troppo spesso finora più che informare, il portavoce ha piuttosto nascosto o distorto gli operati delle macchine comunali.

Se veramente il portavoce funzionasse, potrebbe anche essere utile, e proprio alla politica. Ma viene piuttosto visto come un 'difensore', in questo caso del sindaco, e quindi deve essere una persona di sua fiducia. E' una figura di 'parte'...

E anche questo si può capire...tuttavia in questi anni il portavoce è stato solo uno dei tanti baluardi contro la vera informazione che ci spetta di diritto, troppo spesso un 'occultatore'.

(Ma mi chiedo anche...se è figura di 'parte' o di partito, perché deve essere pagata e anche tanto con il 'tutto' del Comune?).



Maria Luisa Spaziani

E' morta la poetessa Maria Luisa Spaziani.
La conobbi diversi anni fa a Roma, una distinta ma vivace signora, con cui ebbi il piacere di parlare di poesia in ben due occasioni.

Ci incontravamo in un caffé vicino all'Ara Pacis. Era una donna importante, mi sentivo in soggezione davanti alla sua 'altezza'.

Che strana coincidenza. Chiesi di incontrarla perché avevo in animo di presentare uno spettacolo sulla poesia, che poi non feci e con cui invece debutterò domani...

Era spiritosa, arguta, sensuale, come capisce bene chi legge anche i suoi aforismi:

"E ora parliamo un po' di te. Mi ami?"

lunedì 30 giugno 2014

Nel legni del Teatro La Baracca nessun beota riuscirà mai a vedere...


Ricevo da Gianfelice D'Accolti questo scritto e mi invita a pubblicarlo. Grazie.

"Assistevo alle prove di Maila a La Baracca per il suo prossimo spettacolo sulla poesia, dal titolo “Alla ricerca dei poeti perduti”. Era una dolce domenica mattutina e col tepore delicato di giugno nel piccolo teatro di legno a Casale di Prato. Ascoltavo le parole di Maila e i commenti sulla situazione della poesia. Guardavo quelle travi di legno che reggono il basso tetto. Quanto affanno, mi dicevo, per difendere il diritto a dire, ad esistere. Che luogo sacro, piuttosto che le parrocchie dove si ascoltano sterili omelie pronunciate da sacerdoti venduti al devozionismo del marketing ecclesiastico. Qui vive l’impercettibile, e la strenua ricerca di verità e realtà. E pensavo che anche quella era una messa in cui si celebrava il sacrificio dell’esclusione del poeta-attore dagli altari delle visibilità e dalle consacrazioni di partito, di televisione, di congresso. Poter avere uno spazio di legno in cui rivendicare la propria esistenza è già libertà, mi si dirà.... Penso invece all’eroismo di lei che permette anche a me di vivere, di far sentire la mia voce di attore e di autore. Che la sua guerra senza spargimenti di sangue merita di più. Che la schiera dei vinti nella quale ella combatte e in cui anch’io mi riconosco ha le sue ragioni, incomprensibili al popolo delle messe affollate, ma che alla fine si rivelano silenziosamente vittoriose. Sono le stimmate della marginalità, di cui hanno orrore i mondani. Sono i segni nei legni de La Baracca che nessun beota riuscirà mai a vedere, accecato dal faro che lo illumina. Assistevo dunque stamani al miracolo della vita che trionfa nonostante l’indifferenza e il silenzio, le antiche nuove armi per seppellire il nemico. Noi circondati dal mediocre. A volte però, è vero,  qualcuno rompe il cerchio e riconosce il grande che è in te, Maila. Qualche voce timida si affianca, condivide, conferma, avvalora, prende spunto e fa sentire meno soli. Allora ti prego: continua, esisti, sii tu, donna di genio."

domenica 29 giugno 2014

PD: poco democratici?

Essendo equiparata a Crudelia Demond - andrei a caccia di  PDini per farne pellicce da indossare, questa è la leggenda - alcuni di loro non mi salutano nemmeno più, che pure conoscevo bene, o per lavoro, o perché abitavano vicino a me, o per i miei trascorsi politici.

Certi rappresentanti, praticanti politici diciamo, non conoscono i fondamentali del vivere civile; né conoscono i fondamentali dell'opposizione politica democratica: che io faccio loro opposizione (come ad altri, per la verità), questo non lo tollerano proprio.

Cioè, alcuni di loro (non tutti per la verità), si dimostrano molto poco democratici.

Infatti, in questi anni, pur che certi si siano occupati di cultura, non si sono mai fatti vedere nel mio teatro; oppure una volta ci portavano i bambini; ora, pur continuando ad avere bambini perché sono diventati nonni in tenera età, non ce li portano più.

Insomma, mi trattano un po' come se fossi di un'altra 'razza' e si tengono alla larga.

In realtà oggi non importa essere di un'altra razza per essere ghettizzati. Basta essere indipendenti e pensare con la propria testa.

Se il Partito Democratico è questo, cioè Poco Democratico, credo che vivrà futuro incerto.