venerdì 18 marzo 2016

Cosa contiene veramente la mostra "L'ombra degli Etruschi"

Mentre tutti zampettano a destra e a sinistra per la mostra sugli Etruschi a Prato,  e ci si rammarica addirittura che non sia tornata pro tempore la statuetta dell'Offerente dal British Museum, ci arrivano notizie su cosa la mostra-caramella nasconda veramente: altro cemento, altra occupazione di territorio.

Accade esattamente come nel 2006, in coincidenza del convegno Dalle emergente alle eccellenze, dopo il quale si autorizzò lo scempio attuale.

"Prima si concede la caramella (con una mostra costata cara e vecchia di 15 anni) e poi si autorizza l’occupazione di spazi in aree sensibili paesaggisticamente, dribblando tutte  le procedure paesaggistiche e quindi il rinvio ad un arbitrato col il Segretariato Regionale ai beni culturali.
Intanto la Commissione Urbanistica (commissione politica non tecnica) ha approvato velocemente l’ampliamento di oltre 10.000 mq dell’Interporto. Con l’aggiunta di un grosso magazzino di oltre 1.000 mq., alto 12 mt, ad uso esclusivo di deposito per Soprintendenza Archeologica che, evidentemente, ha rinunciato all’Antiquarium di Villa Niccolini che, (oltre a sottrarre nuovo cemento, dico io) avrebbe sottinteso la ripresa degli scavi nell’area."




Una recensione inaspettata su "Gonfienti, storia di una battaglia"

Oggi mi inviano una recensione di Gonfienti, storia di una battaglia. In questo periodo, anzi proprio in questi giorni,  non guasta proprio. Una totale sorpresa; un regalo. Più che al libro, alla 'causa'.

(Glossa l'autrice della recensione, Cristina Giuntini: "Per noi che lavoriamo ogni giorno calpestando un'altra civiltà").

Gonfienti, storia di una battaglia - Maila Ermini
"I tesori nascosti, si sa, sono quelli più preziosi, ma sono anche quelli che è più faticoso e arduo ritrovare e riportare alla luce. A volte, poi, questi tesori ci vengono celati intenzionalmente, perché non è conveniente svelarceli: interessi contrastanti, disinteresse o, a volte, perfino avversione per l’erudizione del popolo, mille altri motivi non sempre evidenti pongono numerosi ostacoli fra di noi e la fruizione di questi gioielli, defraudandoci del un nostro diritto fondamentale su di essi.
Uno dei più evidenti esempi di un diritto di questo tipo negato in nome del progresso e della civiltà del lavoro si trova a Prato. La città industriale, che, dal punto di vista storico-culturale, si è sempre arresa in partenza allo strapotere della vicinissima ma inarrivabile Firenze, è da anni il teatro nel quale si rappresenta una delle più grandi occasioni perse che la storia italiana ricordi: il mai nato Parco della Piana, progettato per Gonfienti, zona archeologica dal valore inestimabile. Durante gli scavi (ben pochi, in realtà, rispetto a quanto sarebbe stato logico) effettuati nel sito, non sono state ritrovate solamente centinaia di reperti di grandissima importanza mai messi a disposizione del pubblico (cosa che, purtroppo, succede spesso), ma anche una vera e propria città sotterranea, con diverse domus fra cui la più grande attualmente conosciuta, e un decumano di ben dieci metri di larghezza. Un patrimonio che, a rigor di logica, dovrebbe immediatamente essere valorizzato e dichiarato fruibile da parte dei cittadini e dei turisti, e che, invece, è stato insabbiato, nel vero senso della parola. La motivazione ufficiale è la conservazione dei reperti, che, se fossero riportati alla luce, comporterebbe spese eccessive e non sostenibili. L’argomento, però, crolla miseramente se si prende in considerazione un “trascurabile” particolare: l’area di Gonfienti è di proprietà della Società Interporto della Toscana Centrale, che non è particolarmente interessata all’archeologia.
Che cos’è un interporto? E’ in parole povere, un posto dove sono concentrate le sedi della maggior parte degli spedizionieri e dei corrieri della zona, e dove, almeno in teoria, dovrebbe avvenire anche l’interscambio fra trasporto su rotaie e su gomma. Un luogo, quindi, di uffici, camion, cemento e inquinamento, che sicuramente rappresenta una grande occasione di lavoro per i cittadini, ma, per contro, soffoca e schiaccia l’area archeologica con tutta la sua valenza didattica e culturale. Questo è, in pratica, quello che sta succedendo a Gonfienti: un processo che sembra essere irreversibile.
In prima linea nella battaglia, apparentemente disperata, contro l’oblio di Gonfienti, è Maila Ermini, proprietaria del Teatro La Baracca, attrice, drammaturga, personaggio di spicco quanto scomodo nella realtà pratese. Da circa dieci anni a questa parte, Maila non ha lasciato da parte un tentativo: lettere, proteste, sit-in, rappresentazioni a tema, e, non ultima, la redazione di questo piccolo libro. Non si tratta assolutamente di un testo di archeologia (del resto, neppure ne avrebbe la pretesa), ma di una pura e semplice cronaca, il racconto nudo e crudo dei fatti che si sono susseguiti dal 2007 al 2010, con, in appendice, i relativi documenti. Scritto con forma ineccepibile ma avulso da termini eccessivamente eruditi, il testo vuole semplicemente portare l’attenzione della gente su di un problema che qualcuno vorrebbe dichiarare risolto, ma è quanto mai aperto. E la battaglia continua." Cristina Giuntini . (Sololibri.net)

giovedì 17 marzo 2016

Festa della poesia 2016

Sabato 19 marzo ore 21, al Teatro La Baracca di Prato, avrà luogo la 4a FESTA DELLA POESIA. 
L'ingresso è libero.
Tutti possono partecipare, e come spettatori, e come poeti.
Oltre ad ascoltare poesie, discuteremo della frase di Pier Paolo Pasolini:
 "La poesia richiede che ci sia una società (ossia un destinatario) capace di dialogare con il povero poeta. In Italia una tale società non c'è".

In questa occasione - in coincidenza della molto discutibile mostra al Pretorio denominata "L'ombra degli etruschi" che sarà inaugurata proprio quel giorno - , regalerò il libro GONFIENTI STORIA DI UNA BATTAGLIA (2010), che fa un po' di luce sulla storia del sito archeologico di Gonfienti di Prato.


mercoledì 16 marzo 2016

"L'ombra degli etruschi" - la 'vera' mostra (5)

Ecco il dépliant della mostra di 10 anni fa, "Dalle Emergenze alle Eccellenze". Questo titolo roboante, che ora suona tragicamente ridicolo, viene dato al convegno organizzato poco prima di lasciar ricoprire quasi tutto lo scavo, senza pietà, a favore dell'espansione dell'inutile interporto. Altro che 'eccellenze'. Si capisce quanto e come menta certa politica; o se non mente, è completamente al servizio di, e come siano lontani i fatti dai detti.

E come allora, ora si può pensare che proprio in coincidenza della prossima mostra al Pretorio, annunciata come regaluccio alla città di Prato, si prepari l'esatto contrario di quello che si promette, ossia la definitiva mega-espansione interportuale, che si unisce a quella dell'aeroporto fiorentino. In questa città, fra l'indifferenza dei più e la complicità di diversi altri, di una delle più significative scoperte archeologiche italiane degli ultimi anni, rimarrà effettivamente solo 'ombra'.

martedì 15 marzo 2016

La dinosaura (opera in versi)

Ormai è chiaro,
a tutti
sono,
la dinosaura.

Ed è il giardino
zoo piccolino,
il mio recinto
e labirinto
a mo' privato
di picciol stato.

Mi vesto
vado,
camuffo
vedo,

ma inutilmente:

nessun ritocco
clemente
trucco

che può ingannare
me o la gente;

la dinosaura
son proprio io
e qualcun'altra
ch'ha 'l nome mio.

O pressappoco.

Rifatta forse
potrei provare
come in un gioco,
andare a spasso
e colloquiare

spesa e conteggio,
supermercare,
e nel mareggio

del giorno chiaro
non più curare

chi sono che,
e poi tornare.

Dimenticare
la meraviglia
di questo affanno
chirurga mente,

e fra la gente
non più curare
chi sono se,
la dinosaura
io vedo me...

(Segue, ma non qui)




"I soldi non risolvono tutto, ma risolvono"


Da Il bignamino delle donne, La donna ricca del '900
Ecco come vogliono le donne in politica.


lunedì 14 marzo 2016

Un sogno: lo sciopero delle donne



Visti i tempi e la stupidità dilagante...bisogna ricominciare subito con Il Bignamino delle donne.

Sono passati solo cinque giorni dalla "Festa della Donna", e ci vorrebbe proprio un bello sciopero di casalinghe e mamme.

Come sarebbe bello vedere le donne di nuovo incazzate in piazza, senza preoccuparsi di pentole e pannolini.  Non seguire tanto partiti o incarichi, ma praticare la vera politica.

Sciopero!

Al semaforo

Rosso al semaforo!
L'uomo in macchina
si scàccola
si snòcciola
si spìppola
scurèggiola
ridàcchiola
si occhièggiola
si pettina.

Si annòiola.

Verde!
L'uomo al semaforo
s'aggràppola
scudìsciola
s'incàzzola
s'affrèttola.

S'intràppola.

Rosso al semaforo!
La donna
si scòllola
si guàrdola
si aggiùstola.

Si frùgola
si bòrsola.

Assèntola
è in frèttola,
pazièntola
si trùccola.

Verde al semaforo,
la donna sdimèntica
si pèrdola
si infìlola
spettàzzola.

Stelèfona
si schiàcchera
si piàntola.

Arrìvola.


Donna, uomo, Tenco


Studiando per "Lo spettacolo della città" di Pistoia, ho riascoltato la canzone "Giornali femminili" di Tenco,  ironica e un po' futurista.

Non mi piacciono le classifiche, ma Tenco non lo ha ancora superato nessun cantautore, e parlo anche a livello internazionale.
Grazie a mia madre che fin da piccola mi ha insegnato di musica e canzoni.

domenica 13 marzo 2016

La politica pratese, o della indifferenza

Ieri sera ultima data della tournée de Il Bignamino delle donne, al Teatro La Baracca.

Ma non è dello spettacolo che voglio parlare, andato peraltro benissimo anche ieri sera, ma dell'assenza della politica che amministra la città.

La città di Prato vive un momento buio, buissimo. Droga, sparatorie, inciviltà, cupezza. E la maggioranza politica, che pure dice di voler sostenere le periferie, è del tutto assente e si mostra indifferente agli aspetti positivi che pure ci sono proprio in periferia.

E non vuole che vivano esperienze autonome, autogestite. Le lascia stare, sì; se vanno, silenzio astioso; se non vanno,  ah!, meglio che muoiano.

Ma l'errore che compiono questi piccoli amministratori sta tutti lì, nella loro faziosa partigianeria, nel non essere al servizio di tutti, anche di coloro che fortunatamente non pensano e agiscono come loro. E' anche per questo che sono destinati a finire, e tra non molto.

Mancavano tutti, e li avevo invitati, tutti quelli che avrebbero dovuto essere presenti. A cominciare da consiglieri che vivono a due passi dal teatro.

Per fortuna il pubblico c'è, e gli amici ci sono, e non siamo più soli.

Riscossa di Prato: trucco e paccottiglia ci sono eccome

Il SOLE 24H dedica a Prato un articolo: "La riscossa di Prato: una provincia senza trucco". (1) Nell'articolo si celebra ...